www.EAF51.org

 

Antonio Besana

 

La Tregua di Natale del 1914

 

La Libreria Militare, Milano

 

 

 

Il volume è disponibile presso la Libreria Militare di Milano

  

La Libreria Militare

Via Morigi 15 (angolo Via Vigna) – 20123 Milano

Tel/fax +39 02 89010725

e-mail: edizioni@libreriamilitare.com

www.edizionilibreriamilitare.com

www.libreriamilitare.com

 

Belgio, primo anno della prima guerra mondiale, trincee della Fiandre a sud di Ypres, notte di Natale 1914.  Un fatto inaspettato ed impensabile: una tregua spontanea. I soldati nemici, francesi, inglesi e tedeschi, uscirono allo scoperto e si incontrarono nella terra di nessuno. Si parlarono, si strinsero la mano, si abbracciarono, seppellirono i caduti delle due parti. Fu celebrata una messa, ci fu una funzione funebre. I soldati fumarono, bevvero e cantarono insieme, si scambiarono auguri e doni, capi di vestiario e bottoni delle divise, cibo, tabacco, fotografie degli amici e delle famiglie, e ricordi. Nelle settimane successive dal fronte cominciano ad arrivare strane lettere che raccontavano fatti incredibili.

Il giorno di Natale abbiamo visto cose al di la di ogni immaginazione. I tedeschi hanno lasciato le loro trincee e così abbiamo fatto anche noi. Ci siamo incontrati a metà strada, ed avresti dovuto vederli stringere le mani, scambiare indirizzi e souvenir. Ci hanno portato sigari e tabacco. Non è stato sparato un solo colpo per tutto il giorno.”

 

“Davvero avresti stentato a credere che eravamo in guerra. Eravamo li, parlando insieme ai nemici. Sono proprio come noi:: hanno madri, fidanzate, mogli che aspettano il nostro ritorno a casa. E pensare che fra qualche ora ricominceremo a spararci addosso di nuovo”.

 

“A mezzanotte abbiamo celebrato la Messa. Gli uomini hanno cantato i canti di Natale, carole dai loro villaggi, della loro infanzia. Per un istante il Dio della buona volontà è stato di nuovo il Signore di questo angolo di terra”.

 

“Tutti questi discorsi, questo odio, tutto questo spararsi a vicenda, che è andato crescendo dall’inizio della guerra, si è spento e si è fermato a causa della magia del Natale. Un tedesco mi ha detto: “ma voi avete la nostra stesa religione, e oggi è per entrambi lo stesso giorno di pace!” È davvero un grande trionfo per la Chiesa! È una grande speranza per un futuro di pace, se due grandi nazioni che si odiano come i nemici raramente si sono odiati, giurandosi eterno odio e vendetta, affidando la loro vendetta alla musica nel giorno di Natale, per tutto quello che questa parola significa, possono abbassare le mani, scambiarsi tabacco, ed augurarsi felicità a vicenda.”

 

La tregua di Natale del 1914 raccontata attraverso le lettere spedite a casa dai soldati al fronte. Un avvenimento straordinario, che merita di essere ricordato.  A questi fatti si è ispirato il film Joieux Noel, del regista francese Cristian Carion, nel 2006 candidato al Premio Oscar e al Golden Globe come miglior film straniero, presentato fuori concorso al 58° Festival di Cannes.

 

 

La Tregua di Natale del 1914

 

Prefazione: la nascita di una idea

 

 

I fatti conosciuti come  "La tregua di Natale" (The Christmas Truce) ebbero inizio la vigilia di Natale del 1914, durante il primo anno della prima guerra mondiale.

 

La notte di Natale 1914, nella parte settentrionale del fronte occidentale, nelle trincee delle Fiandre, a sud di Ypres, in Belgio, ci fu una tregua. Non fu ordinata a seguito di un accordo tra i comandi dei due schieramenti. Fu una tregua spontanea dichiarata dai soldati, francesi, inglesi e tedeschi, che sui due fronti uscirono allo scoperto e  si incontrarono nella terra di nessuno. Si parlarono, si strinsero la mano, si abbracciarono, seppellirono i caduti delle due parti.  Fu celebrata una messa, ci fu una funzione funebre. I soldati fumarono e cantarono insieme, si scambiarono auguri e doni, capi di vestiario e bottoni delle divise, cibo, tabacco, fotografie degli amici e delle famiglie, e ricordi del tempo di pace. Come è immaginabile, l'episodio mise in difficoltà gli Stati Maggiori di entrambe le parti, che in seguito decisero di sostituire le truppe al fronte con altre unità, le spostarono in altri settori, cancellando la memoria dei fatti.

 

Una parte dei documenti che testimoniavano gli accadimenti, fotografie e lettere dal fronte, furono distrutti. Alcuni lo furono deliberatamente. Altri furono distrutti da altri avvenimenti della storia. Molte delle lettere dei soldati tedeschi furono infatti sepolte nelle rovine delle città tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale. Altre si persero nelle cantine, nei solai, nei traslochi dei loro discendenti. Non tutte le lettere però andarono distrutte. Molte furono pubblicate dai giornali dell’epoca, talvolta corredate da fotografie degli eventi, e quindi sono ancora visibili negli archivi delle redazioni. Alcune testimonianze dell’epoca sono inoltre conservate negli archivi dell’Imperial War Museum di Londra. Queste lettere e queste testimonianze costituiscono una sorprendente fonte di informazioni di prima mano sulla tregua, che meritano di essere preservate per le future generazioni.

 

Mi sono imbattuto per la prima volta questi fatti nel 2006. Avevo partecipato ad una proiezione del film “Joieux Noel” di Cristian Carion (2005) organizzata al Cinema Palestrina, a Milano, dal settimanale Tempi. Lo stupore e l’interesse per questi avvenimenti mi ha contagiato immediatamente. Nei giorni e nei mesi che seguirono  mi sono messo sulle tracce di questa strana storia, alla ricerca di altre notizie su questi fatti. Attraverso alcune ricerche in Internet ho scoperto il sito “Operation Plum Puddings: The Christmas Truce” dedicato all’argomento. Si tratta della raccolta in lingua inglese di lettere dal fronte di soldati che narrano di questi eventi.

 

Questo sito web è nato dalle ricerche condotte da due giornalisti inglesi, Alan Cleaver e Lesley Park, che nel 1999 le raccolsero per la stesura di un libretto dedicato alla tregua di Natale 1914, intitolato "Plum Puddings For All", ormai esaurito da tempo e non più ristampato. Le lettere raccolte in questa pubblicazione erano state reperite sui giornali dello Hampshire, o da ricordi personali degli uomini che le avevano scritte. Il lungo lavoro di ricerca rese coscienti  Alan e Lesley della enorme fonte di informazioni dimenticate negli archivi dei giornali: le lettere originali dai partecipanti che descrivevano quello che era accaduto. I due autori decisero quindi di dare vita ad un sito web, con l’obiettivo di pubblicare le lettere scritte da soldati inglesi che presero parte alla tregua di Natale del 1914. Alcuni lettori furono contagiati dai racconti che emergevano dalle lettere, e si offrirono di proseguire questo lavoro di ricerca negli archivi, e per trascrivere le lettere. Nel 2009 nel sito erano state trascritte più di 80 lettere provenienti da oltre 100 quotidiani del Regno Unito, che gli autori mettono in questo modo a disposizione di tutti.

 

Nel tradurre per mia moglie alcune delle lettere pubblicate sul sito, mi sono reso conto che questo materiale non avrebbe potuto essere letto da un pubblico che non conosce l’inglese.  Ho quindi contattato Alan Cleaver, uno degli animatori del sito, che ringrazio nuovamente, il quale mi ha gentilmente fornito il permesso di tradurre di utilizzare il materiale originale. A queste lettere se ne sono aggiunte altre, che ho reperito in varie pubblicazioni, nelle trascrizioni di interviste realizzate in servizi realizzati dalla BBC, e negli archivi dell’Imperial War Museum. Ho aggiunto inoltre una breve introduzione, le note storiche, e quelle bibliografiche.

 

Nei mesi e negli anni che seguirono la tregua di Natale del 1914, molti dei protagonisti di questi fatti straordinari sarebbero stati uccisi, insieme a centinaia di migliaia dei loro compagni, nel più sanguinoso conflitto fino ad allora registrato dalla storia. Forse, la tregua di Natale fu possibile solo perché la perdita di umanità non aveva ancora fatto presa nelle loro anime: la memoria del Natale aveva ancora spazio nei loro cuori. E le radici cristiane dell’Europa erano ancora una cosa viva.

 

Andare a cercare le tracce di questi fatti è stato entusiasmante e coinvolgente. Tradurre il tutto è stato un lavoro lungo, che ha occupato molte ore del mio tempo libero. Sono convinto che ne sia valsa la pena.

 

 

Antonio Besana, Milano, Novembre 2009

 

Torna alla Home Page