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Regia
Aeronautica Italiana
(Prima
dell'8 Settembre 1943)
Regia
Aeronautica Italiana
(Before
September 8th, 1943)

Duilio Fanali
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Duilio Fanali, in
seguito Comandante del 155° Gruppo CT, 51° Stormo,
in una foto risalente al servizio in Spagna,
durante la Guerra Civile
Duilio
Fanali, C.O. of 155° Gruppo CT, 51° Stormo, in a picture
taken during the Civil War in Spain
(Source:
http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_fanali.htm)
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Ancora Duilio
Fanali, in una foto scattata in Spagna,
durante la Guerra Civile
Duilio
Fanali, C.O. of 155° Gruppo CT, 51° Stormo, in a picture
taken during the Civil War in Spain
(Source:
http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_fanali.htm)
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Duilio Fanali,
davanti ad un Cr.32 in Libia,
estate 1940
Fanali in front
of a CR.32 from 160a Squadriglia in Libya during the
summer of 1940.
(Source:
http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_fanali.htm)
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Ferruccio
Serafini

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Il
Capitano Ferruccio Serafini, Medaglia d’Oro al valor Militare,
abbattuto ed ucciso il 22 Luglio 1943. A lui è oggi intitolato
il 51° Stormo (fonte: foto AM)
Capt. Ferruccio Serafini, Gold Medal of
honour, shot down and killed on July 22nd, 1943. The actual 51° Stormo of the Aeronautica Militare Italiana is entitled to his name.
(Source:
Foto AMI)
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Furio
Niclot Doglio

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Il
Cap. Pilota Furio Niclot Doglio M.O.V.M. (Torino, 24 Aprile 1908
- Malta, 27
Luglio 1943), Comandante 151a Squadriglia, 20° Gruppo, 51°
Stormo, fotografato
a Gela, nel Luglio 1942, davanti al suo
Macchi C.202
151-1. Notare
il guidoncino a forma di V
che identificava il Comandante di
Squadriglia
Cpt.
Pilota Furio Niclot Doglio M.O.V.M. (Torino, 24 Aprile 1908 -
Malta, 27
Luglio 1943), C.O. 151a Squadriglia, 20° Gruppo, 51°
Stormo, Picture
taken at Gela, July 1942, in front of his Macchi C.202
151-1. The
V simbol on the fuselage was the identification for the Squadron
Commander.
(Source:
G.Massimello - Furio Niclot Doglio,
un pilota indimenticabile -
Ed. Aerofan)
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Un'altra
foto di Furio Niclot Doglio, presa a Maldegem, durante la
spedizione del
CAI in Belgio con il 56° Stormo CT nel Novembre 1940, formato
dalla unione
del 20° Gruppo (ceduto dal 51° Stormo) e del 18° Gruppo
(ceduto dal
4° Stormo). L'aereo sullo sfondo è un Fiat G.50
(soprannominato "Gigetto" dai
nostri piloti). Notare sulla Marus il Gatto Nero.
Anotther
pic ofi Furio Niclot Doglio,
taken at Maldegem (belgium), when he was sent with the Italian Air
Corp (CAI) to Belgium, November 1940. The
plane on
the background is a Fiat G.50. On the flight jacket Doglio is
wearing the Black
Cat of 51° Stormo.
(Source:
G.Massimello - Furio Niclot Doglio, un pilota
indimenticabile -
Ed. Aerofan)
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Aldo Remondino
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Il Generale Aldo Remondino è una
figura molto importante nella storia del 51° Stormo, negli anni
di guerra ed in quelli che lo seguirono.
Remondino nasce a Cuneo il 15 gennaio 1908.
Ha frequentato il corso “Drago 1” dell'Accademia Aeronautica dal
quale esce nel 1928 con il grado di Sottotenente. In seguito ha
conseguito ibrevetti di osservatore dall'aeroplano (1928), di
pilota d'aeroplano (1929), e di pilota militare (1930).
In
seguito ha prestato servizio presso la Scuola Caccia.
Nel
1931 è al 4° Stormo, Comandante della 91° e poi della 97a
Squadriglia. Nel 1937, con il grado di Maggiore, è Comandante
del 9° Gruppo del 4° Stormo. Fra il 1936 ed il 1938 ha comandato
le formazioni acrobatiche della Regia Aeronautica.
Nel 1938 è inviato oltremare come Comandante del
23° Gruppo. Nel 1939 è comandante del 154° Gruppo presso il 5°
Stormo. Nel 1940 è promosso Tenente Colonnello per meriti di
guerra.
Alla fine del 1941 assume il
comando del 51° Stormo. Nel 1941-42 guiderà il 51° Stormo nei
teatri operativi del Mediterraneo e del Nord Africa. Sotto il
suo comando il reparto ha portato a termine 1.100 missioni di
guerra, con l'abbattimento di 106 aerei nemici.
Dopo l’armistizio (1943)
Remondino ha aderito formalmente alla Repubblica Sociale
Italiana, in realtà svolgendo compiti di "intelligence" per
conto del governo del Sud. Dopo la liberazione di Roma nel
giugno 1944 si è presentato al comando della 3ª Z.A.T.
Nominato Colonnello per meriti di guerra, dal 15 agosto 1944 al
1° gennaio 1947 ha ricoperto l'incarico di Sottocapo di Stato
Maggiore.
Nel dopoguerra ricoprirà svariati
incarichi nella rinata Aeronautica Militare Italiana, Dal 15
febbraio 1955 al 5 febbraio 1959 è ancora Capo di SM
dell’Aeronautica con il grado di generale di divisione aerea.
Successivamente ha comandato la 3ª Z.A.T. (1959), è stato
Consigliere militare del Presidente della Repubblica
(1959-1961), e Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica dal
(1961-1968). Al termine della sua carriera ha . È morto a Roma
il 1° dicembre 1990.
Nella sua carriera Remondino ha
totalizzato 8.000 ore di volo, di cui 1.000 in missioni di
guerra. Al termine della sua carriera aveva il grado di Generale
di Squadra Aerea, aveva ottenuto l’abilitazione per 118
velivoli, di cui molti con propulsione a getto. Il medagliere
personale comprende una serie impressionante di decorazioni ed
onorificenze, tra le quali due medaglie d’argento al VM, una
medaglia d’argento ed una di bronzo al Valore Aeronautico, una
croce di guerra al VM, tre croci al merito di guerra.
Il Generale Remondino è stato un
personaggio di riferimento per tutti coloro che hanno servito
sotto di lui al 51° Stormo. Lucio Biccolini racconta che suo
padre, il Generale Manlio Biccolini, non lsi è mai riferito a
Remondino se non con il titolo affettuoso di “Comandante”,
indipendentemente dal grado o dalla carica rivestita. Remondino,
al 51° Stormo, era per tutti indistintamente "il Comandante". La
figura carismatica, di Remondino emerge anche da un intervento
del Gen. Francesco Cavaliera, scritto in occasione della
commemorazione della sua scomparsa, avvenuta nel Dicembre 1990:
- Il suo periodo del comando
del 51° Stormo, per la guerra a cui ha partecipato, per il
continuo contatto umano con tutto il Personale, per essere stato
sempre alla testa del Reparto nei momenti più impegnativi e più
difficili, per aver sofferto la perdita in combattimento dei
suoi fra i migliori collaboratori, come per esempio le MOVM
Furio Niclot Doglio, Italo D’Amico, Paolo Damiani e tanti altri,
è certamente la parte più indimenticabile della sua vita di
pilota e di combattente. Divenne perciò un mito, e fu naturale,
in seguito, che il 51° Stormo si identificasse con la
leggendaria figura del suo Comandante in guerra. Il suo nome
quindi si confuse con quello del 51° e, finita la guerra,
raggiunta la sede definitiva del Veneto, questo reparto non
dimenticò i suoi piloti ed i suoi specialisti del tempo di
guerra, ed usava invitarli, per una serata di ricordi e di
entusiasmo, nell’antica Birreria di Pedavena. Affermatasi così
una tradizione irrinunciabile ed aumentando sempre il numero dei
partecipanti, antichi militari dello Stormo, il Generale
Remondino pensò di costituire qualcosa di duraturo e perenne,
che avesse il significato di una associazione, sia pure “sui
generis”… Nacque così il “Circolo del 51°” -
(Source:
grazie a
Lucio Biccolini, figlio del Gen. Manlio Biccolini, ex comandante
del 155° Gruppo nel periodo bellico, che ci ha fornito
gentilmente la documentazione, e le due immagini
scannerizzate, provenienti dal numero di Marzo 1991 del
Notiziario del Circolo del 51°.)
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Ennio
Tarantola

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Il
Maresciallo Pilota Ennio "Banana" Tarantola. La foto
è stata presa a Gela nell'estate del 1942, e Tarantola è
ritratto seduto sui piani di coda del suo Macchi C.202, 151-2..
Tarantola era il gregario di Furio Niclot Doglio
Maresciallo
Ennio Tarantola at Gela in the summer of 1942, sitting on the rudder
of his Macchi MC.202 “151-2”.
(Pic
source: http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_tarantola.htm)
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Ennio
Tarantola con Ferruccio Vignoli, Gela, 1942
Ennio
Tarantola and Ferruccio Vignoli, Gela, 1942
(Source:
G.Massimello - Furio Niclot Doglio,
un pilota indimenticabile -
Ed. Aerofan)
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Ennio
Tarantola mentre sale a bordo di uno Ju87. Prima di essere
pilota
da
caccia Tarantola aveva esordito nel bombardamento a tuffo,
con
gli Ju 87
della 209a Squadriglia, 102° Gruppo Tuffatori
Ennio
Tarantola is getting on board of a Ju87. Before being a fighter
pilot
he was a dive bomber pilot with JU87 at 209a Squadriglia,
102°
Gruppo Dive Bombers
(Source:
picture scanning from G. Massimello e G.Apostolo - Italian Fighter Aces of WW2 -
Pag.76 - Osprey Publishing, Oxford, 2000)
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Pietro
Bianchi

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Maresciallo
Pietro Bianchi, 252a Squadriglia, 20° Gruppo, Medaglia d'Oro al
Valor Militare, cieli della Sardegna, 2 Agosto 1943
Marschall
Pietro Bianchi, 252a Squadriglia, 20° Gruppo, MOVM
(Gold
Medal to the Military Valour, KIA in Sardinia, August 2nd, 1943
(Source:
picture scanning from G. Massimello e G.Apostolo - Italian Fighter Aces of WW2 -
Pag.77 - Osprey Publishing, Oxford, 2000)
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Pietro
Bianchi insieme ad Ennio Tarantola.
Qui li vediamo insieme, davanti al Macchi C.202 di
Tarantola. Foto scattata a Gela nel 1942
Pietro
Bianchi with his good fellow friend Ennio Trantola. Here a picture of
the two of them taken in front of Tarantola's Macchi C.202, Gela, 1942
(Source:
picture scanning from G. Massimello e G.Apostolo - Italian Fighter Aces of WW2 -
Pag.77 - Osprey Publishing, Oxford, 2000)
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Giuseppe
"Bepi" Biron

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Sottotenente
Giuseppe "Bepi" Biron, del 22° Gruppo Autonomo,
distaccato dal 51° Stormo per essere inviato in Russia. Biron
fu l'inventore dello stemma del 22° Gruppo, uno spauracchio in
un triangolo bianco che si "Fuma" le stelline rosse
che rappresentano i caccia russi, visibile sulla fusoliera del
Macchi C.200 alle sue spalle. Dopo il rientro in Italia nel
1942, il 22° Gruppo assegnato alla difesa territoriale in
Italia meridionale. Dopo l'8 Settembre Biron optò per l'ANR
dove combatté prima nel Gruppo Autonomo Montefusco-Bonet e poi
nel 1° Gruppo Caccia. Espulso dall'Aeronautica alla fine del
conflitto, fu poi richiamato in servizio e terminò la sua
carriera come Colonnello nel 1971. E' stato decorato con cinque
medaglie d'argento, due di bronzo e una Croce di Ferro di
seconda classe
Second
LT: Giuseppe "Bepi" Biron, served on the Eastern Front
in 22nd Fighter Group (detached from 51° Stormo). Biron
invented the patch of 22° Gruppo (that can be seen on his
Macchi C.200). The 22nd Fighter Group was back in Italy in 1942.
After the armistice Biron joined the Northeern Air Force (ANR)
with Montefusco_Bonet Squadron and then 1st Fighter Group. After
the war he was expelled from the Air Force. Called back later,
he ended his carreer as Colonel. He was decoradted with five
silver medal, twobronze meadals and and a German Iron Cross
(Source:
picture scanning from G. Massimello e G.Apostolo - Italian Fighter Aces of WW2 -
Pag.80 - Osprey Publishing, Oxford, 2000)
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Pasquale
Bartolucci

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Maresciallo
Pasquale Bartolucci, di fronte al Macchi C.202 360-5,
della
360° Squadriglia, 20° Gruppo, 51° Stormo Gela, Ottobre 1942
M.llo
Pasquale Bartolucci, in front of his Macchi
C.202 360-5,
360a
Squadriglia, 20° Gruppo, 51° Stromo,
Gela,
July 1942
(Source:
picture scanning from G. Massimello e G.Apostolo - Italian Fighter Aces of WW2 -
Pag.22 - Osprey Publishing, Oxford, 2000)
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Il
periodo ICAF-
Italian Co-Belligerant Air Force
(dopo l'8 Settembre 1943)
The
ICAF period - Italian Co-Belligerant Air Force
(after
September 8th, 1943)

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Aquila
da Pilota ICAF (Italian Co-Belligerant Air Force, dopo l'8
Settembre 1943.Il
fascio Littorio viene rimosso, e rimane la Corona Sabauda
Pilot
badge of ICAF (Italian Co-Belligerant Air Force), after
September 8th, 1943
(Source:
http://www.ww2wings.com/wings/italy/italypilot.shtml)
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Fanali,
Callieri, Politi
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Nella
baracca comando del 51° Stormo ICAF a Galatina, da sinistra: Il Col.
Fanali, il Magg. Callieri
ed il Cap. Politi (1944)
Inside
the CO Office at 51° Stormo ICAF airfield in Galatina, from the
left: Colonel Fanali, Major Callieri and Capt. Politi (1944)
(Source: picture scan from Adelmo Rigoli –
Decollo verso l’ignoto
– Ed. LINT, 1998)
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Borromeo,
Fagiolo, Parravicini

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Piloti
della 360a Squadriglia del 51° Stormo ICAF. Da sinistra: il
Sottotenente Adalberto
Borromeo (2 MBVM), il Sottotenente Fagiolo ed il Ten.
Parravicini. Il velivolo è
un Macchi C.205, e la foto è stata presa negli ultimi mesi del
1943. L'aereo riporta
infatti ancora la numerazione della Squadriglia in fusoliera.
A
partire dal 1944
sarà sostituita dal numero del gruppo e dalla numerazione
individuale, e spostata
sulla deriva
Pilots
of No. 360a Squadron, 51° Stormo ICAF. From the left: 2nd Lt.
Adalberto Borromeo, 2nd Lt. Fagiolo and 1st Lt. Parravicini. The
plane is a Macchi C.205, and the pic was taken late
months of 1943. In
fact the plane still has the Squadron number on the fuselage,
lateli cancelled and sustituted by the number of the Fighter
Gropup placed on the plane tail.
(Source: picture scan from AAA - Aviatori Milanesi in Guerra - Ed. GAE)
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