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D-Day,  Pointe du Hoc (Normadia, Francia)

 

 

 D-Day, Pointe du Hoc  (Normandy, France)

 

 

Agosto 2014- August 2014

 

 

 

 

 

Alcuni chilometri ad est del piccolo porto di pescatori di Grandcamp la falesia forma un promontorio che domina con un picco di una trentina di metri una stretta spiaggia di ciottoli: è Pointe du Hoc. Su questo sito particolarmente favorevole i Tedeschi avevano edificato una potente batteria d’artiglieria capace di spazzare un largo settore della costa. Era una minaccia temibile per le due spiagge scelte per lo sbarco delle truppe americane : Utah Beach ad ovest, Omaha Beach ad est. Gli strateghi alleati, consci del pericolo rappresentato dai cannoni della Pointe du Hoc, decisero di eliminarlo. I bombardamenti aerei erano aumentati nelle settimane che precedevano lo sbarco, ma i risultati erano incerti . Così venne deciso - per prudenza - di dare l’assalto alla postazione all’alba del giorno D, con l’invio via mare di commando che avrebbe dovuto scalare la falesia. Questa missione pericolosa venne affidata al 2° battaglione Ranger USA, comandato dal tenente colonnello James E.Rudder. Gli uomini delle compagnie D, E e F riuscirono a raggiungere la cima nonostante la parete molto scivolos, le corde appesantite dall’acqua di mare, ed il terribile fuoco dei difensori. Sulla cima del promontorio si svolse una battaglia furiosa,  in un paesaggio lunare, dissestato di crateri, che si rivelo’ più mortale della stessa ascensione. Una sorpresa incredibile attendeva i Ranger: grosse travi di legno erano state posizionate al posto dei cannoni nelle feritoie dei bunker. Per sicurezza i cannoni nel mese di Aprile erano stati spostati nell’entroterra, dove vennero ritrovati da un reparto americano e messi fuori uso con cariche esplosive. Gli uomini del Colonnello  Rudder dovettero resistere per parecchie ore, accerchiati sulla Punta dell’ Hoc, privi di rinforzi e sottoposti a forti contrattacchi tedeschi. Furono liberati solo l’8 giugno, verso mezzogiorno, da truppe provenienti da Omaha. Su 225 Rangers impegnati in questa avventura, solo 90 potevano ancora combattere e quasi 80 dei loro compagni avevano perso la vita in questo angolo di Normandia. Un monumento sulla parte più estrema del promontorio ricorda la loro impresa ed il loro sacrificio.

 

 

 

 

 

A few kilometres east of the small fishing port of Grandcamp, the cliffs form a sheer promontory towering thirty metres above a narrow pebble beach. This is the Pointe du Hoc. On this particularly favourable site, the Germans had built a heavy artillery battery capable of raking a wide stretch of coastline. It represented a formidable threat to the two beaches where American troops were going to land: Utah Beach to the west and Omaha Beach to the east. Conscious of the danger represented by the guns at the Pointe du Hoc, the Allied strategists resolved to destroy the position. Although aerial bombardments would be increased over the weeks leading up to D-Day, nobody could be sure that they would actually neutralize the battery. As a precaution, the decision was therefore taken to attack the position at dawn on D-Day, sending a commando by sea to scale the cliff using ropes and ladders.  This perilous mission was entrusted to the 2nd Ranger Battalion, under the command of Colonel James E. Rudder. Carried to the beach by barges, the men of Companies D, E and F managed the incredible exploit of reaching the clifftop within a matter of minutes, despite the slippery rock face, ropes sodden with seawater and firing from the defenders. At the top, in what resembled a lunar landscape, pockmarked with craters, fierce fighting ensued, which resulted in more loss of life than the actual ascent had done. A major surprise was in store for the Rangers, when they discovered that huge timber beams had been substituted for the guns. To keep them safe, the latter had been taken from their emplacements in April and moved inland. They were subsequently discovered by an American patrol, which put them out of action by sabotaging their breeches with explosives. Rudder’s men now had to endure many terrible hours. Surrounded on the Pointe du Hoc without any reinforcements, and subjected to German counter-attacks from all sides, they were only relieved on June 8th, at around midday, by troops advancing from Omaha. Of the 225 Rangers who had embarked on this insane adventure, only 90 were still able to fight, and nearly 80 of their comrades had lost their lives in this tiny corner of Normandy. A memorial on the extreme part of the promontory was erected in memory of their sacrifice.

 

 

 

 

(All pics by EAF51_Bear)

 

 

 

L'accesso al luogo

 

Lo sperone roccioso che domina il promontorio

 

Di fronte allo sperone roccioso, alla sommità di un bunker tedesco, con una splendida

vista sul mare, è posto il cippo che ricorda i caduti della  2nd Ranger Bataillon USA

 

 

Una vista aerea d'insieme  di Point du Hoc fornisce un'idea della estensione delle fortificazioni

tedesche e della devastazione creata dai successivi bombardamenti aerei e navali

 

Sono ancora visibili i bunker, le piazzole dei cannoni, ed i solchi creati dai bombardamenti

 

 

 

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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