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D-Day, Omaha Beach (Normadia, Francia)

 

 

 D-Day, Omaha Beach  (Normandy, France)

 

 

Agosto 2014- August 2014

 

 

 

 

 

Il posto dove furono subite le maggiori perdite nel D-Day fu la spiaggia di Omaha Beach. Il luogo scelto in effetti non era ideale per un assalto anfibio e presentava parecchi rischi : ma era l’unico possibile tra il settore britannico Gold ad est, e Utah Beach, la seconda spiaggia americana, ad ovest, sulla costa del Cotentin. Il litorale del Bessin, tra Grandcamp e Arromanches, è orlato da scoscese falesie calcaree, che si elevano di qualche decina di metri sul livello del mare. Tra i villaggi di Vierville, Saint Laurent e Colleville, che hanno coste scoscese, si profila un’apertura di 7 chilometri in cui la costa si abbassa e forma un terrapieno ripido che scende verso la spiaggia,  a cui si accede da piccole vallate incassate. Il sito, per via della topografia, è facile da difendere. I Tedeschi vi avevano piazzato non meno di quattordici Widerstandnester (« nidi di resistenza »), posizionati in gran parte all’ingresso delle piccole vallette incassate che conducono dalla riva all’altopiano, rinforzate da muri anticarro, e da cannoni, nidi di mitragliatrici, mortai, campi minatie reticolati. Nel marzo 1944, la spiaggia venne denominata in codice Omaha (una città dello Stato del Nebraska). Tre mesi dopo, entrava nella Storia sotto il nome di « Bloody Omaha » (Omaha la Rossa) per via delle terribili perdite subite dal V° corpo dell’esercito americano, composto dalla 1a divisione di fanteria (generale Huebner) e dalla 29a divisione (generale Gerhardt).

I primi soldati americani che sbarcano alle 6 e 30 del mattino sono accolti da un fuoco continuo e vengono inchiodati sulla spiaggia. I bombardamenti aerei notturni ed i bombardamenti navali prima dell’assalto sono stati poco efficaci. Le difese tedesche, praticamente intatte, tengono sotto tiro la spiaggiae seminano la morte nei ranghi degli assalitori. I carri anfibi sono quasi tutti affondati prima di giungere sulla costa, privando cosi’ i fanti di un indispensable appoggio di artiglieria. Le ore passano e la situazione peggiora sempre più. La spiaggia, sempre più ridotta per via della marea che sale, si riempie di cadaveri sballottati dalle onde, dei numerosissimi feriti, e di carcasse fumanti di mezzi distrutti dalle artiglierie dei difensori. I mezzi da sbarco che portano i rinforzi si arrestano  o saltano su ostacoli che gli uomini del genio, decimati dalle perdite, non sono riusciti a eliminare in tempo. Dopo ore di calvario per i soldati americani la situazione infine volge a loro favore. Non potendo utilizzare le vallaette, difese troppo solidamente, riescono a fine mattinata a scalare la scarpata e ad infiltrarsi a piccoli gruppi sull’altopiano per prendere alle spalle un nemico la cui resistenza sta  iniziando a indebolirsi. La sera del Giorno D la testa di ponte di Omaha non ha più di 2 chilometri di profondità. L’operazione, avviatasi molto male, finisce con un successo con un altissimo prezzo di vite umane:  oltre 3000 uomini (quindici volte di più che su Utah Beach) di cui –ufficialmente- un migliaio di morti. Nell'entroterra di Omaha Beach si trova il cimitero militare americano di Colleville Sur Mer (vedi foto) reso celebre dal film Salvate il Soldato Ryan. Nell'entroterra, poco distante, si trova il cimitero militare tedesco di La Cambe (vedi foto) 

 

 

 

 

If there is one place where the Landings nearly failed, it is, of course, Omaha Beach. Although the place chosen for the amphibious assault was certainly not ideal for the purpose and presented many risks, it was the only possibility between Gold, the British sector to the east, and Utah, the other American beach, further west on the Cotentin coast. Between Grandcamp and Arromanches, the Bessin region is bordered by sheer limestone cliffs rising twenty or thirty metres above the sea. In front of the villages of Vierville, Saint-Laurent and Colleville, however, there is a six or seven-kilometre gap, where the cliffs give way to bluffs intersected by gullies providing access to the beaches. Because of its topography the site was easy to defend. There were no fewer than fourteen Widerstandnessen (“resistance nests”), located mainly at the entrance to the gullies leading from the shore to the plateau, which were also blocked by antitank walls. The Germans had covered the entire area with guns, machine-gun nests, mortars, minefields and barbed wire. In March 1944, the beach was given the codename Omaha, a city in the state of Nebraska. Three months later, it went down in the history books as “Bloody Omaha” because of the terrible losses suffered there by V US Corps, made up of the 1st Infantry Division under Major-General Huebner and the 29th Infantry Division under Major-General Gerhardt.  anding at 6.30 am, the first waves were greeted by heavy fire and pinned down on the beach. The previous night’s aerial bombardments, like the firing by the naval artillery immediately prior to the assault, turned out to have been extremely ineffectual. The German defences had remained practically untouched and raked the beach with fire, mowing down their attackers. To make matters worse, almost all the amphibious tanks sank before reaching the beach, thereby depriving the infantry of vital covering fire. As the hours went by, the situation inexorably deteriorated. As the tide rose, the beach become increasingly crowded with bodies borne in by the waves, countless wounded and the smoking carcasses of vehicles destroyed by shellfire. As the engineers responsible for removing all the underwater obstacles had been decimated by enemy fire, many incoming barges bringing reinforcements crashed into the poles and detonated the mines. After an ordeal lasting several hours, the American soldiers at long last gained the upper hand. As the gullies were too strongly defended for them to venture up them, the GIs, drawing on every last ounce of energy and courage, managed to climb the bluffs towards the end of the morning and small groups made their way across the plateau to launch an attack from the rear on an enemy whose resistance was, in any case, gradually crumbling. By the evening of D-Day, the Omaha bridgehead was scarcely two kilometres deep. The operation which had begun so badly had ultimately been a success, although a very heavy price had been paid. The losses totalled more than 3,000 men (fifteen times more than on Utah Beach), including – officially – a thousand dead.

Over the ridge of Omaha Beach there is the US War Cemetery of Colleville su Mer (see picture page)  and not far from here there is also the German War Cemetery of La Cambe (see picture page)

 

 

 

(All pics by EAF51_Bear)

 

 

 

Omaha Beach, oggi

 

 

Il cippo che ricorda i caduti della  5Th  Engeneer Special Brigade USA, decorata dai Francesi con la Croix de Guerre

 

Una delle casematte che difendevano il terrapieno sopra la spiaggia

 

 

 

Pochi chilometri nell'interno si trova l'Overlord Museum, all'esterno del quale sono visibili alcuni mezzi corazzati

 

 

 

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