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D-Day, Gold Beach, Arromanches-Les-Bains (Normadia, Francia)

 

 

 D-Day, Utah Beach, Arromanches-Les-Bains  (Normandy, France)

 

 

Agosto 2014- August 2014

 

 

 

 

 

Dopo lo sbarco in Normandia sarebbe stato necessario rifornire di armi, munizioni, carburante ed alimenti le truppe di invasione. Churchill non aveva atteso il risultato del raid di Dieppe per programmare soluzioni parallele alla conquista di un porto per rifornire le truppe a terra. Dal 30 maggio 1942, 3 mesi prima di Dieppe, invia un appunto diventato celebre a Lord Louis Mountbatten sulla costruzione di moli galleggianti: "devono salire e scendere con la marea. Bisogna risolvere il problema del loro ancoraggio. Mi faccia sapere la migliore soluzione."  Il raid di Dieppe confermerà la sua formidabile intuizione: se i porti, necessari per l'invasione, non potevano essere presi, bisognava costruirli. I vari componenti del porto artificaile Mulberry furono costruiti in Gran Bretagna, rimorchiati attraverso la Manica per essere montati di fronte alle coste della Normandia. Il porto è costituito di strade galleggianti e piattaforme di scarico che salgono e scendono con la marea.  Per assicurare una zona di acqua calma, venne creata una barriera naturale, ottenuta conl'affondamento di blocchi di cemento forato e vecchie navi  La costruzione dei vari elementi dei porti artificiali venne affidata agli Inglesi, che inmeno di 9 mesi riuscirono a costruire tutti gli elementi necessari, utilizzando enormi quantità di materiali e diverse decine di migliaia di uomini  coinvolti in questo progetto gigantesco. Arromanches viene liberata la sera del 6 giugno ed il 7 giugno vengono affondate le prime navi che saranno il punto di ancoraggio della barriera esternai. L'8 giugno vengono immersi i primi cassoni Phoenix. Il 14 giugno iniziano i primi scarichi. Completamente operativo dall'inizio del mese di luglio, il porto artificiale di Arromanches darà prova del proprio valore durante la grande offensiva di Montgomery a metà luglio su Caen. Per una settimana, saranno scaricate oltre 18.000 tonnellate di merci tutti i giorni. Le vestigia del porto artificiale sono ancora visibili ad Arromanches e alcune decine di cassoni PHOENIX continuano ad assicurare ad Arromanches uno specchio d'acqua calmo e protetto. Il porto artificiale di Arromanches fu la chiave della vittoria in Europa. Sulla baia si trova anche il Musee des Debarquement, dove sono esposti vari cimeli, e dove viene proiettato un filmato che spiega la progettazione e la realizzazione del porto Mulberry. A poca distanza dalla spiaggia  si possono ancora vedere le vestigia del porto artificiale

 

 

After the invasion it was necessary to guarantee the supplying of guns, ammoution, fuel, and food for the invasion troopers. Even before the disastrous Dieppe raid, Churchill had started casting around for alternative solutions to capturing a port to supply the ground forces. As early as May 30th 1942, some 3 months prior to Dieppe, he sent a now famous memo to Lord Louis Mountbatten about the construction of floating pierheads: "They must float up and down with tide. The anchor problem must be mastered. Let me have the best solution." The Dieppe raid subsequently confirmed his remarkable intuition: if the ports needed for an invasion could not be captured, then they would have to be built. The various components would be constructed in Britain, towed across the Channel and assembled off the Normandy coast.

The Mulberries comprised floating roadways and pierheads which went up and down with the tide. In order to avoid rough seas, huge hollow concrete blocks and old hulks were sunk in order to form a breakwater. The task of manufacturing all these components was undertaken by the British, whose war industry was already in overstretched. And yet in less than 9 months, the British had completed the work. Huge quantities of raw materials were used and tens of thousands of men were involved in this massive scheme. Arromanches was liberated in the evening of June 6th and the very next day the first ships were scuttled. June 8th saw the submersion of the first Phoenix caissons and June 14th the unloading of the first cargoes. Totally operational by the beginning of July, the Mulberry Harbour in Arromanches was to prove its worth during Montgomery's large-scale offensive against Caen later that month. During its busiest week, more than 18,000 tonnes of goods were unloaded each day. The remains of the artificial port can still be seen off Arromanches and several dozen PHOENIX caissons continue to provide a calm and sheltered stretch of water. Some parts of the artificial harbour are still visible not far from the shore. A true feat of engineering, the port at Arromanches provided the key to victory in Europe. On the shore there is the Musee des Dembaequement, with a detailed explaination about how the Mulperry was built.

 

 

 

 

(All pics by EAF51_Bear)

 

 

 

Ciò che resta del Mulberry: i cassoni Phoenix

 

 

All'esterno del Museo si possono vedere alcuni veicoli militari, un mezzo da sbarco, e un segmnento del molo galleggiante.

Sulla collina che domina la cittadina da est è visibile un carro armato Sherman

 

Un segmento del molo galleggiante

 

Un mezzo da sbarco LCVP

 

Uno dei cannoni antiaerei montati in origine sui moli artificiali

 

 

Un cannone tedesco da 88 mm.

 

Semicingolato M3 Half-Track

 

 

All'interno del del museo alcuni manichini con le divise dell'epoca

 

Un esemplare del pupazzo lanciato dagli alleati come diversivo. I tedeschi credevano che l'azione in Normandia non fosse altro che un diversivo per celare

il vero obiettivo, e cioè il Pas de Calais. Per supportare questa convinzione tedesca, gli alleati idearono l'operazione Fortitude, lanciando nelle vicinanze

di Calais pupazzi vestiti come da paracadutisti che al contatto con il suolo rilasciavano "castagnole" che davano la sensazione di una sparatoria.

Al buio, e visti dal basso, non era facile per i tedeschi accorgersi che si trattava di pupazzi in scala ridotta

 

 

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