www.EAF51.org

 

 

 

 

Maggio 2010

 

Museo Baracca - Lugo di Romagna, Ravenna (IT)

 

 

May 2010

 

Francesco Baracca Museum - Lugo di Romagna, Ravenna (IT)

 

 

 

 

 

 

 

 

Museo F. Baracca - via Baracca,65 Lugo 48022 (RA) - tel. 0545.24821 - Direzione tel. 0545.38561 -  fax 0545.38534
e-mail: 
museobaracca@comune.lugo.ra.it -
Sito web ufficiale: http://www.museobaracca.it/

 

Orari apertura al pubblico, dal martedì alla domenica 10-12 / 16-18, chiuso il lunedì.
Chiusure annuali: 1 gennaio, 15 maggio, la 2° e la 3° settimana di agosto e dal 25 al 31 dicembre.

 

Opening hours: Tuesday-Sunday, 10-12 AM / 04-06 PM.
Closed on every Monday, January 1st, May 15th,  2nd and 3rd week of August, and December 25th-31st.

 

 

 

 

 

 

Francesco Baracca

 

FONTE: http://www.museobaracca.it/

 

 
Francesco Baracca nacque a Lugo il 9 maggio 1888 in una ricca famiglia, figlio di Enrico, un proprietario terriero ed un uomo d'affari, e della contessa Paolina de Biancoli. Dopo gli studi nella sua città natale ed in Firenze, scelse la vita militare ed entrò all'Accademia di Modena. Uscitone con i gradi di sototenente, nel 1910 venne assegnato al prestigioso reggimento di cavalleria "Piemonte Reale", allora di stanza a Roma. Nella capitale ebbe modo di farsi apprezzare quale cavaliere in diverse competizioni ippiche. Nel 1912 si offrì volontario in aviazione, la nuova arma messa in luce dal conflitto italo-turco, e venne inviato a seguire un corso di pilotaggio in Francia, a Bétheny, nei pressi di Reims, al termine del quale ricevette il Brevetto numero 1037.
Dopo il suo ritorno nella penisola, presto ebbe modo di guadagnarsi una eccellente reputazione quale pilota. Quando l'Italia dichiarò guerra all'Austria, tornò in Francia ad addestrarsi sui nuovi caccia Nieuport. Compì la sua prima missione di guerra il 25 agosto 1915, ma in quei giorni le occasioni di scontro con i velivoli nemici erano rare e quando accadeva, sovente la mitragliatrice si inceppava. Infine, il 7 aprile 1916 riuscì ad abbattere un Brandenburg austriaco, facendone prigioniero l'equipaggio. La sua prima vittoria ufficialmente confermata fu anche la prima in assoluto dell'aviazione italiana.
In quell'occasione Baracca incontrò uno dei due aviatori nemici prigionieri e stringendogli la mano ebbe parole di conforto per lui. Baracca ebbe sempre un cavalleresco rispetto per l'avversario sconfitto, portandogli anche piccoli doni se prigioniero o ponendo una corona di fiori sulla tomba nel caso peggiore.
Presto seguirono altre vittorie. Nella primavera 1917 attorno a lui vennero radunati i migliori piloti da caccia per formare una unita d'elite, la 91ª Squadriglia, che presto venne chiamata "La Squadriglia degli Assi". Con Baracca erano aviatori del calibro di Piccio, Ranza e Ruffo di Calabria. E' possibile che proprio in questo periodo l'asso scegliesse quale suo emblema il Cavallino Rampante nero, in onore del "Piemonte Reale", che ne aveva, e ne ha tuttora, uno argento in campo rosso sul suo stemma.
Dopo la ritirata di Caporetto (oggi Kobarid, in Slovenia), Baracca ed i suoi compagni combatterono sulla nuova linea di difesa italiana lungo il Piave. Quando gli austriaci lanciarono la loro ultima offensiva tentando di forzare il fiume, Baracca fu in prima linea assieme ai suoi fin dal primo giorno, dando un contributo decisivo alla sconfitta delle forze aeree nemiche, vera chiave del successo italiano. Conquistato il dominio del cielo, le unità da caccia italiane vennero impiegate in pericolose missioni di attacco al suolo sulle trincee avversarie. In una di queste, la sera del 19 giugno 1918, Baracca fu visto precipitare in fiamme sul Montello. L'equipaggio di un biposto austriaco sostenne di averlo abbattuto, mentre gli italiani reputarono che fosse caduto vittima di un colpo sparato da terra da un ignoto fante. A quasi cento anni dalla sua morte, le circostanze della fine del miglior pilota da caccia italiano del primo conflitto mondiale sono ancora incerte.
Ufficialmente le vittorie conseguite da Francesco Baracca sono 34. Recentemente però è stato pubblicato un articolo di Roberto Gentilli, secondo cui in realtà l'Asso degli Assi avrebbe ottenuto 36 vittorie. Quello di Francesco Baracca sarebbe dunque uno dei pochi casi in cui i successi rivendicati sono inferiori a quelli realmente raggiunti.  Dietro a  Baracca (l'Asso degli Assi) gli altri grandi assi della 91a Squadriglia tfurono Fulco Ruffo di Calabria (20 vittorie), Ferruccio Ranza (17 vittorie), Luigi Olivari (12 victtorie), Gastone Novelli (8 vittorie), Cesare Magistrini, Bortolo Costantini e Guido Nardini (6 vittorie ognuno)
Se il nome di molti combattenti è oggi dimenticato, quello di Baracca è ancora molto noto in Italia ed all'estero. La sua insegna ancora scalpita sulle derive dei velivoli del X Gruppo Caccia dell'Aeronautica Militare e corre sulle vetture di Maranello.

 

 

 

 

Francesco Baracca, leading Italian Ace of WWI

 

FONTE: http://www.finn.it/

 

Baracca was born on 9th May 1888 in Lugo di Romagna. Entered the Military School of Modena in October 1907 and in the time-frame of a year he reached the officer rank in the "Piemonte Reale Cavalleria" (Royal Piedmont Cavalry). On April 1912 Baracca joined the flight school in Reims and begun training on Bleriot planes.  He spent the immediate pre-war months  in teaching as instructor (The first two years of WWI Italy was neutral). When Italy too entered the war, his first victory came a year later, on 7 April 1916, when he successfully brought down an Austro-Hungarian Hansa-Brandenburg C.I over Medeuzza.  On spring 1917 he was assigned to the 91st Squadriglia (The Aces Squadron). Having established himself as an accredited ace Baracca, he painted as personal insignia a black prancing  horse on the fuselage of his aircraft. After the war, Baracca's mother gave the painting as a good-luck gift to Enzo Ferrari who used this badge on his legendary cars since 1923. Having shot down his last enemy airplane on 16th June 1918, his career and life ended three days later when, leading a ground attack mission during the Great Solstice Battle at the Piave River,  he was shot down by rifle-fire.  His body was found a few days after the crash. A bullet hole was discovered in his head and the ordnance gun still hold in the hand. As reported by a letter  sent to the mother, Baracca was very feared by fire so, (this is only an hypothesis) he chosed the suicide rather than burn alive in his plane (two incendiary-bullets holes where also founded on the fuel tank of his Spad). At his 30th victory Baracca was awarded with the prestigious Gold Medal Military Valour.Besides Baracca (34 or maybe 36 victories), belonged the 91st Squadron other great aces like Fulco Ruffo di Calabria (20 victories), Ferruccio Ranza (17 victories), Luigi Olivari (12 victories), Gastone Novelli (8 victories), Cesare Magistrini, Bortolo Costantini e Guido Nardini (with 6 victories each).

In 1923, a few years after the end of the First World War, Francesco Baracca's mother, the Countess Paolina, donated to Enzo Ferrari the emblem of the prancing horse as a good luck charm. first, the emblem characterized Enzo Ferrari's Alfa Romeo Racing Team, then, the legendary cars manufactured by the company grounded by Ferrari after the end of the Second World War in 1947. A curiosity: in the second half of the'50s a prancing horse was depicted on Ducati's bikes. Probably, the reason is that the Ducati's designer Fabio Taglioni was born in Lugo di Romagna, like the Italian Ace.

 

SPAD S. VII della 91^ Squadriglia, decimo Gruppo con le insegne del maggiore Francesco Baracca

 

A profile of Major Francesco Baracca Spad VII, 91st Squadron, 10th Group

 

 

 

 

 

L'ingresso del Museo nella casa natale di Francesco Baracca a Lugo

The entrance door of the Museum at Francesco Baracca's home in Lugo di Romagna

 

 

 

 

 

All'ingresso del Museo ci accoglie una Ferrari F.1 del 1998

In the entrance hall a Ferrari F.1 1998 is welcoming visitors

 

 

LETTERA DI ENZO FERRARI A GIOVANNI MANZONI , Modena, 3 Luglio 1985.

 

La storia del cavallino rampante è semplice ed affascinante. Il cavallino era dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca, l'eroico aviatore caduto sul Montello, l'asso degli assi della prima guerra mondiale.

Quando vinsi nel 1923 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il conte Enrico Baracca padre dell'eroe; da quell'incontro nacque il successivo con la madre, Contessa Paolina. Fu essa a dirmi, un giorno: "Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna". Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidano l'emblema. Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena.     

                                                       Enzo Ferrari

 

LETTER FROM ENZO FERRARI TO COUNT GIOVANNI MANZONI, Modena, 3rd of July 1985

 

The history of the small rampant horse is simple and fascinating. The horse was painted on the fighter's cockpit of Francesco Baracca, the eroicaviator fallen on Montello, the ace of the aces of the first world war.

When in 1923 I won the first race on Savio Circuit, in Ravenna, I met Count Enrico Baracca, the hero's father; following that meeting I also met his mother, Countess Paolina. She told me a day: "Ferrari, put on your cars my son's small rampant horse:  it will bring you good luck". I still keep Baracca's picture, with his parent's dedication, where they entrust me his emblem. The small horse was, and always has been, black. I added the yellow background as this is the colour of Modena.

 

                                                       Enzo Ferrari

 

 

 

 

 

 

 

Nel cortile un G91 Y dell'8° Stormo, 101° Gruppo CBR

In the inner court there is a Fiat G91 Y formrly belonging to Italian Air Force, 8° Stormo, 101° GRuppo

 

 

 

Giacomo Ianniello, il gentilissimo custode del Museo che ci ha accomapgnato nella visita, con uno dei motori del G91.

Giacomo Iannello, who kindly guided us in the Museum's visit, with one of the G91 engines.

 

 

 

 

Lo Spad VII di Francesco Baracca, restaurato alla perfezione dal GAVS

The GAVS perfect restoration of Baracca's Spad VII

 

 

 

 

Il cockpit dello Spad VII - Baracca's Spad VII cockpit

 

 

Il monumento a Francesco Baracca nella piazza di Lugo di Romagna

Francesco Baracca's monument in the market place of Lugo di Romagna

 

LA PIETAS DI BARACCA  (da un pannello esposto presso il Museo)

 

Fin dal primo conflitto mondiale gli aviatori hanno sempre sentito, a prescindere dalle bandiere, un forte senso di appartenenza ad una ristretta elite. In caso di prigionia il vincitore si premurava sovente di  andare a trovare lo sconfitto, mentre nel caso estremo al caduto era garantita la sepoltura con l’onore delle armi. Molto comune era l’uso di lanciare dietro le linee nemiche brevi messaggi con la sorte degli aviatori non più rientrati, e si aveva tanta fiducia nella sensibilità dell’avversario che non si esitava a far pervenire richieste sulla sorte dei dispersi.

Il comportamento di Baracca verso gli avversari fu coerente con la sua personalità, ed improntato ad un genuino rispetto verso uomini con cui, cessato lo scontro, sentiva una affinità tale da superare le differenze di uniforme. Egli, in una sua lettera a casa, arrivò addirittura a rimproverare la madre che aveva definito gli aviatori austriaci “birbanti”, scrivendo che erano invece molto valorosi e molto militari. Baracca rese sempre onore agli avversari sconfitti, cercando quando possibile di andare a trovare quelli prigionieri, come nel caso dei Leutenant Sarkozy e Siemenski, osservatori a bordo degli aerei abbattuti il 25 Novembre del 1916 e l’11 febbraio del 1917.

Se come si è detto fatti del genere non furono rari in ogni guerra, assume una rilevanza del tutto particolare un episodio accaduto nei giorni successivi alla vittoria del 20 maggio 1917, e reso noto da Ruffo anni dopo. Venuto a spere che il pilota avversario aveva attraversato le linee per gettare una corona di fiori dove era caduto un collega, Baracca con un messaggio aveva garantito l’incolumità di chi avesse voluto ripetere il gesto in una data ed in un’ora ben precisa. Al momento stabilito si era presentato con l’amico ignaro, che con crescente stupore aveva visto un aereo austriaco avvicinarsi, lasciar cadere qualcosa e tornare indietro indisturbato. Solo al ritorno ebbe la spiegazione di tale comportamento, forse assurdo, romantico e fuori luogo in una guerra moderna, ma che meglio potrebbe definirsi cavalleresco e pietoso.

 

 

 

 

Francesco Baracca ed i piloti della 91a Squadriglia, la Squadriglia degli Assi

Major Francesco Baracca and the pilots of his 91st Squadron, The "Aces Squadron"

 

 

 

27 Marzo 1919: i funerali solenni di Francesco Baracca

March 27th, 1919: Francesco Baracca's funeral.

 

 

 

Gabriele d'Annunzio ai funerali di Francesco Baracca, 27 Marzo 1919

The famous poet Gabriele D'Annunzio at Francesco Baracca's funeral

 

 

 

L'orazione funebre di Francesco Baracca scritta da Gabriele d'Annunzio

 

 

 

 

 

                                                                

 

La lapide sul luogo della caduta sul Montello, a Nervesa della Battaglia

Francesco Baracca memorial on Montello hill, Nervesa della Battaglia, where he was shot down

 

 

 

Alcune foto dell'Asso degli Assi

Some pictures of the Italian "Ace of the Aces"

 

          

 

    

Lettere scelte di Francesco Baracca

 

 

Alcune lettere scelte di Francesco Baracca si possono scaricare qui (tasto destro salva con nome): http://www.museobaracca.it/mito/vittorie/imma/diario.pdf

 

 

 

Tutte le fotografie originali qui riprodotte sono di proprietà degli autori, che ne hanno autorizzato la pubblicazione su su www.eaf51.org. Ne è vietata pertanto qualsiasi riproduzione senza specifica autorizzazione

 

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